Devo salvarmi da sola.

Quanti aeroporti, quante stazioni, quante spiagge ho toccato da quando viaggio da sola? Quanti? Nemmeno sapevo di poterlo fare.

Credo di voler tornare sulla spiaggia di Quarteira. Una parte di me vuole solo ripercorrere quei luoghi bellissimi. Un’altra parte di me vuole scoprire se riuscirò ad innamorarmi di quei posti di nuovo. Se eri tu che li rendevi stupendi o se sono stupendi e basta. Per separare i ricordi dal dolore. O crearne nuovi, di ricordi.

O semplicemente per sfidare le onde di quel mare senza il tuo braccio che mi riporta a galla mentre annaspo nella risacca.

Non è questo, in fondo, che voglio dimostrare a me stessa? Che posso salvarmi da sola.

Che devo salvarmi da sola.

Sì, dev’esser così.

Sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque!

Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l’angoscia dell’attesa, non è incominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi, finalmente, a trent’anni!

Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti.
Se siamo atei, siamo atei convinti.
Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti.
Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile.
Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi.
Siamo un campo di grano maturo, a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. È viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più, si pensa e si capisce come non ci riuscirà mai più.

Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui siamo saliti, la strada per cui scenderemo.

Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e in avanti, a meditare sulla nostra fortuna: e allora com’è che in voi non è così? Com’è che sembrate i miei padri schiacciati di paure, di tedio, di calvizie? Ma cosa v’hanno fatto, cosa vi siete fatti? A quale prezzo pagate la Luna? La Luna costa cara, lo so. Costa cara a ciascuno di noi: ma nessun prezzo vale quel campo di grano, nessun prezzo vale quella cima di monte. Se lo valesse, sarebbe inutile andar sulla Luna: tanto varrebbe restarcene qui.
Svegliatevi dunque, smettetela d’essere così razionali, ubbidienti, rugosi!
Smettetela di perder capelli, di intristire nella vostra uguaglianza! Stracciatela la carta carbone.

Ridete, piangete, sbagliate. Prendetelo a pugni quel Burocrate che guarda il cronometro.

Ve lo dico con umilità, con affetto, perché vi stimo, perché vi vedo migliori di me e vorrei che foste molto migliori di me. Molto: non così poco. O è ormai troppo tardi? O il Sistema vi ha già piegato, inghiottito? Sì, dev’esser così.

Oriana Fallaci

[Il sole muore, 1965 Rizzoli]

 

Tornando a dormire

Vivere è come volare
ci si può riuscire soltanto poggiando su cose leggere.
Del resto non si può ignorare la voce che dice che oltre le stelle c’è un posto migliore.

E un giorno qualunque ti viene la voglia
di andare a vedere
di andare a scoprire se è vero
che non sei soltanto una scatola vuota
o l’ultima ruota del carro più grande che c’è.

Ma chiedilo a Kurt Cobain
come ci si sente a stare sopra un piedistallo
e a non cadere.
Chiedilo a Marilyn
quanto l’apparenza inganna
e quanto ci si può sentire soli
e non provare più niente
non provare più niente
e non avere più niente
da dire.
Vivere è come nuotare
ci si può riuscire soltanto restando sul pelo del mare.
D’altronde non si può tacere
la voce che dice
che in fondo a quel mare c’è un mondo migliore
E proprio quel giorno ti viene la voglia
di andare a vedere
di andare a scoprire se è vero
che il senso profondo di tutte le cose lo puoi ritrovare soltanto guardandoti in fondo.
Ma chiedilo a Kurt Cobain
come ci si sente a stare
sopra un piedistallo
e a non cadere.
Chiedilo a Marilyn
quanto l’apparenza inganna
e quanto ci si può sentire
soli
e non provare più niente
non provare più niente
e non avere più niente
da dire.
Vivere è come sognare
ci si può riuscire
spegnendo la luce e tornando a dormire.

 

(Brunori Sas)

Sono sembrate vere.

Oggi ho ballato in camera da sola. Per la prima volta dopo mesi. Ho messo su una musica e ho improvvisato una danza mentre mi spogliavo per indossare il pigiama.

E ho sorriso.  Da sola.

Può sembrare una cosa molto stupida, ma per me è stato il segno che qualcosa sta cambiando.

È stato come rinascere, in un minuto.

Come la primavera all’improvviso.

E per la prima volta le parole di chi mi ha detto “quando sarà finito capirai che questo dolore è la cosa più importante e bella che ti sia mai capitata” sono sembrate vere.

 

 

Sei comunque importante per me.

Cerco di capire cosa mi sia successo e sono capitata in questo elenco.

Cosa dire e non dire a un depresso.
(La mia preferita, da sempre “Sorridi e il mondo ti sorriderà”).

  1. Cose da non dire:
    • Devi darti una smossa, devi reagire
    • Non devi star lì a pensare, devi svagarti, andare a divertirti
    • In fondo ci sono tante persone che stanno peggio di te
    • Non devi star lì a commiserarti, a piangerti addosso, devi reagire
    • Sono tutte tue fantasie
    • Devi crescere, non devi fare la vittima
    • Non ti manca nulla per essere felice
    • In fondo non stai così male, hai un ottimo aspetto
    • È solo un po’ di stress, un po’ di riposo ed un buon ricostituente e passa tutto
    • Le cose non sono poi così male, no?
    • Devi uscire di più, devi svagarti
    • Hai bisogno solo di una donna (di un uomo)
    • Dovresti fare più sesso, è quello che ti manca
    • Fai come me, quando sono un po’ giù mi faccio un bel bagno caldo e dopo mi sento un altro
    • Sorridi e il mondo ti sorriderà
    • A tutti capita prima o poi di essere depressi
    • Buttati nel lavoro
    • Ma se non sembri nemmeno depresso
    • Secondo me lo fai per attirare l’attenzione
    • I giorni neri capitano a tutti
    • Alla tua età dovresti goderti a pieno la vita, non stare qui a compiagerti
    • Facendo così, non solo fai del male a te stesso, ma fai star male anche chi ti sta intorno
    • Basta volerlo, con la volontà si può ottenere tutto
    • Devi sforzarti di più, non devi abbandonarti come stai facendo
    • Non avrei mai pensato che tu fossi così fragile
    • Esci, vai a comprarti qualcosa che ti piace, vedrai che poi starai meglio
    • Dovresti pregare di più, affidarti a Dio
    • Te lo sei cercato
    • Non hai nessun motivo per sentirti così
    • Alla tua età è normale essere depressi, la vita non ti riserva più niente di positivo
    • È una tua debolezza
    • Sono prove che ci manda il Signore
    • Di che cosa ti preoccupi? Dovresti essere contento, non ti manca niente
    • Basta non pensarci
    • Fai diventare depresso anche me
    • Il mondo non è poi così brutto
    • Non pensare al passato, buttati sul presente
    • Devi trovarti un hobby, uno svago, un interesse
    • E se ti capitasse qualcosa di veramente grave che cosa faresti?
    • Forse ti ci vuole un forte dispiacere per scuoterti e farti reagire<
    • Butta via tutte le medicine e vedrai che starai bene
    • Smettila di lamentarti e datti da fare
    • Vai ad aiutare chi ha più bisogno di te e vedrai che ti passerà la voglia di lamentarti
    • Dai troppo ascolto ai dottori, a dar retta a loro saremmo tutti ammalati
    • Tutti abbiamo la nostra croce da portare
    • Nessuno è responsabile della tua depressione
    • Prenditi una bella vacanza e ti passerà tutto
  2. Cose da dire:
    • Ti starò vicino e non ti abbandonerò nemmeno nei momenti più difficili
    • È solo un periodo che passerà e ti aiuterò ad uscirne
    • Ti posso offrire solo una spalla su cui piangere, ma almeno su quella puoi contarci
    • La depressione è solo una malattia, non vuole assolutamente dire che tu sei un debole, un incapace, che non sei in grado di affrontare i problemi né tanto meno che sei pazzo
    • Devi convincerti che questa è una malattia e delle malattie non ci si deve vergognare: possono capitare a tutti
    • Io ti posso stare vicino e cercare di fare il possibile per aiutarti, ma questo non può bastare, devi affidarti anche alle cure di uno specialista
    • Capisco che per te è difficile e faticoso fare qualsiasi cosa, ma se ti appoggi a me possiamo farcela
    • Se hai bisogno di sfogarti puoi farlo con me, saprò ascoltarti e ti assicuro fin da ora che ciò che mi dirai rimarrà solo tra noi due
    • Non sei pazzo, sei semplicemente depresso e la depressione è una malattia che si può curare
    • [nelle prime fasi della cura] Lo psichiatra ti aveva avvertito che ci vuole un po’ di giorni per vedere gli effetti della terapia e che in questa fase sono più frequenti gli effetti collaterali: è quello che sta accadendo e devi perciò stringere i denti ed attendere, vedrai che poi incomincerai a stare meglio
    • Devi metterti nelle mani di un buon psichiatra e seguire le sue cure ed i suoi consigli (o, se è già in cura: “ascolta il tuo psichiatra e segui le cure che ti ha prescritto”)
    • Io posso ascoltarti ed offrirti le risposte che il buon senso mi suggerisce, ma se senti il bisogno di un supporto psicologico parlane con lo psichiatra che potrà indicarti lo psicologo più adatto ai tuoi bisogni
    • [ad un anziano] Ogni età ha i suoi aspetti positivi e quando avrai superato questa fase di depressione tornerai ad apprezzarli come hai fatto fino a poco tempo fa
    • Mi immagino le tue sofferenze e le tua angosce e ti sono vicino
    • Dalle tue parole posso capire che cosa provi e posso immaginare quanto sia difficile per te affrontarle
    • [ad un anziano] La depressione può colpire tanto i giovani che gli anziani e le cure sono efficaci tanto negli uni quanto negli altri
    • Quando questo sarà finito, la nostra amicizia/il nostro amore ne uscirà rafforzata/o
    • Certamente il vederti soffrire così mi fa stare male, ma tu non devi preoccuparti di questo perché per le persone care si può sopportare tutto
    • Non devi ringraziarmi, se ti sto vicino è perché è una mia scelta ed il migliore ringraziamento è vederti tornare a sorridere
    • Appoggiati pure a me, cercherò di sorreggerti finché non tornerai a camminare con le tue gambe
    • È difficile, per me che non l’ho provato, immaginare ciò che mi dici di provare, ma posso capire quanto soffri
    • Sei comunque importante per me

Il tempo che ti serve per stare male.

Innanzitutto, chiamiamo le cose con il loro nome. Ché finché qualcosa non ha un nome è come se non esistesse e invece le mie nuvole nere esistono.

Esistono e si chiamano depressione.

Depressione.

E non è la prima volta che arriva. Ma questa volta non so proprio cosa fare per mandarla via. Questa volta non c’è nessuna circostanza esterna a cui dare la colpa, niente che possa modificare.
Anzi, ci ho già provato. In modo analitico ho scansionato la mia vita, trovato le falle e cercato di aggiustarle. Ma ora che è tutto giusto la depressione non va via, ma peggiora.

È come se tutte le cose con cui ho cercato di riempire il vuoto che sentivo da qualche mese a questa parte siano implose. E ora il vuoto risucchia tutto. Lentamente.

Un buco nero, per intenderci.

Ha risucchiato pure i piccoli dolori che credevo mi impedissero di vivere appieno, le piccole manie, le debolezze, si è trasformato tutto in una massa nera, fluida. Come petrolio nell’oceano, macchia tutto quello che incontra, rallenta i movimenti e tutto diventa una fatica.

E ancora una volta, mentre boccheggio come un pesce in un mare avvelenato, chiedo aiuto a chi incontro sulla mia strada. Ancora una volta, c’è chi non può capire, c’è la paura di perdere le persone che ho vicino, perché è difficile starmi vicino, qualcuno già me lo disse. Ma c’è anche chi capisce e mi aiuta, come può. Persone che se non avessi perso tutto già una volta, forse non avrei mai incontrato.

Da sempre, resistere è vincere. E allora sto già vincendo. Perché io resisto e questa volta so cosa sta succedendo e tutta la strada che ho fatto dall’ultima volta che la depressione mi ha fatto visita mi ha permesso di capire come resistere. Nonostante o forse proprio per tutto quello che ho perso.

Regola 1: Accetta il tuo dolore.

Regola 2: Non aver paura. Paura di perdere chi ami, paura di non uscirne mai, paura di provare dolore.

Regola 3: Abbi pazienza. Prenditi tutto il tempo che ti serve per stare male.